EXHIBITION

ATTO DI DIGNITÀ

 

ATTO DI DIGNITÀ (2022-2023) 

Installazione

Primo atto @castello_dell_arso

Secondo atto @das.bologna 

Terzo atto –> TO DO (in cerca di partner e residenze per continuare il progetto)

Atto di dignità nasce dalla forte necessità di riprendersi uno spazio proprio, non solo fisico ma anche e soprattutto uno spazio interiore, è un atto d’amore nei propri confronti, una storia di autodeterminazione femminile che parte da un vissuto personale per estendersi al collettivo affinché si creino gli strumenti per interrogarsi sulla propria comfort zone e sui propri atti di dignità quotidiani, per affrontare un cambiamento che spaventa. 

Esprimere i propri desideri, dire no alle cose che non vanno, ribellarsi in qualche modo a uno status quo diventa centrale per l’affermazione della propria identità.

Atto di dignità prevede una parte di indagine personale espressa attraverso disegni, foto, parole, azioni della mia “dimensione privata”, e una parte di indagine collettiva, in cui le altre persone mi hanno raccontato o donato un loro Atto di dignità.

IL LAVORO È ATTUALMENTE COMPOSTO DA:

2 stendardi 1,20 x 5 mt

1 stendardo 60 cm x 12 mt

15/20 manufatti in ceramica

Auto-produzione ed. limitata 100 pz.

Matrice originale sketchbook

Vari disegni preparatori

14 registrazioni audio

14 trascrizioni interviste

28 disegni china e pigmenti, formato A4

audio di circa 30’

video/performance di circa 2’

I FIGLI DEGLI ALTRI

Lisa Gelli e Nicola Alessandrini
Galleria Portanova12 – Bologna

Figli Degli altri lisa gelli

Nic dipinge in serie teste di scimmia, intristite da cappellini a festa
Lisa svapora le figure intrappolandole in annichilenti sospensioni
Nic ha nella testa, rimbombanti ossessi, teneri versi marchigiani
“Tua moglie è una scimmia”
“Ha sbagliato, è vero, ha sbagliato mira”
Lisa rovista riviste nei mercatini e trova ‘Rakam’, mensile anni ’50
che dice alle donne come comportarsi, come pulirsi, come pulire
la casa quando si è in dolce attesa – a tutto risponde ‘Zia Minerva’
Nic s’innamora dell’altare di Isenheim di Grunewald
Lisa: “I figli degli altri sono i figli dell’Uomo”

Lisa dipinge in serie vuote stranze, abitate da ricordi mai nati
Nic dei lineamenti fa sentieri fa voragini – che poi confonde che arlecchina
Lisa si affaccia al balcone, mirando tenere le colline marchigiane
Le affolla di donne sole
Le affolla di lune piene
Nic studia documentari su un lembo dell’Etiopia,
dove Dio prese la terra rossa per plasmare Adamo e dove furono
rinvenuti i resti di Lucy, primo reperto di Australopithecus afarensis – donna
Lisa s’inabissa nel racconto dell’ancella di Margaret Atwood
Nic: “I figli degli altri sono i figli dell’Uomo”

Il sonno della Provincia genera mostri domestici, che sorridono cortesi la mattina in piazza, che brindano a Natale e Capodanno, che blaterano scrivono ‘sciattano’
senza più remore, ‘miagolando’ nel grigio delle coscienze, con una furia xenofoba disarmante.
Questa violenza radente, Nic&Lisa la registrano-assorbono-subiscono, ne fanno campitura, la sublimano, ne fanno teca, scacchiera, via crucis.
Lo fanno insieme, ognuno col suo discorso, che nel tempo si fa sempre più personale, proprio grazie al diapason di visioni lontane.
I linguaggi di Lisa&Nic non si sposano, non combaciano, soprattutto non sono complementari, neanche supplementari – i loro linguaggi cozzano, non si vogliono e si amano, funzionano insieme per irragionevolezza, per giustapposizione anarchica ed elegante.
Cercare il doppio nell’altro, nel dissimile – anche in se stessi – è la via mistica dell’artista, la più impervia.

Il doppio, come indica Artaud, è tutt’altro che somiglianza, è specularità rovesciata, baluginante, ‘di un’altra realtà rischiosa e tipica, dove i princìpi,
come i delfini, una volta mostrata la testa, s’affrettano a reimmergersi nell’oscurità delle acque’.
Lisa nella durezza delle sue evanescenze inserisce la precisione calligrafica di texture, che riproduce sul modello reale del suo abito da battesimo, mentre Nic parte da un modello di scimmia preso da internet, lo riproduce perfettamente, poi lo deforma sempre più, fino a farlo riemergere col processo inverso, accumulando strati di colore sulla tavola
e gradualmente ritrovando l’idea della testa da cui era partito, il suo movimento.
La nonna di Lisa, il cui cervello in preda all’Alzehimer lei aveva già in passato ricamato all’uncinetto, viene rievocata da Nic come emblema della cultura contadina in caduta libera – incappucciata, minacciosa, circondata dalle bertucce della propaganda e della follia.
Insieme concepiscono un pianto d’apocalisse, il requiem di quella tradizione popolare, dignitosa nella povertà e nobile nell’altruismo, ormai ridotta a cupa parodia di un progresso sempre più stanco e vorace, dove la scimmia è un incubo crocifisso.
Un pianto di rabbia e di sollevazione, però, che si nutre del sogno collimante di maternità e indipendenza della donna, che solo può salvare ciò che di originario, animalesco e vivo ci rimane.
Come Nicola Alessandrini e Lisa Gelli anche noi siamo una coppia d’arte; recentemente abbiamo trasformato in opera teatrale i fumetti della più paradossale delle coppie d’arte, maicol&mirco, che hanno anche ispirato il titolo della mostra con un loro ‘scarabocchio’, che recita:

‘Voler bene ai vostri figli non fa di voi delle brave persone. Voler bene ai figli degli altri fa di voi delle brave persone’.
Una nota di Andrea Fazzini e Meri Bracalente – Teatro Rebis

Figli Degli altri lisa gelli

ORDINE DEGLI ANNI (2018)

USB Gallery – Jesi
A cura di Annalisa FIlonzi

 

“Un uomo che dorme tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore, l’ordine degli anni e dei mondi”
Marcel Proust    

L’ORDINE DEGLI ANNI / MIA NONNA ERA BELLA
L’opera è composta da dodici dittici 35X25 cm in cui sono affiancati ritratti a pastello della nonna dell’artista e pagine del diario che l’anziana ha realizzato durante la malattia. I ritratti seguono l’andamento e il cromatismo di quest’ultimi segni.

L’ORDINE DEGLI ANNI / GIORNI
L’opera è composta da:
– 3 disegni, inchiosto su carta, 90 cm x 1,5 mt
– 1 video, durata 10 minuti (credits Diego Capomagi – Studio Cuadro)

L’ORDINE DEGLI ANNI / TOMOGRAFIE
L’opera è composta da:
– 5 centrini all’uncinetto con disegno ricamato, allestiti in teche di legno 20x20cm
– 2 elementi installativi di piccole dimensioni

ELETTRO DOMESTICA di Lisa Gelli

Disegni e installazioni
Promozione a cura del collettivo Le Vanvere
Allestimento a cura di Nicola Alessandrini
FACTO – Via Marconi, 2 – Montelupo Fiorentino

ELETTRO DOMESTICA di Lisa Gelli

La mostra “Elettro Domestica” nasce da una riflessione sul femminicidio e sulla violenza domestica. A Facto sono stati esposti tutti gli studi della ricerca dal 2013 ad oggi, dai disegni preparatori alle pubblicazioni autoprodotte, alle opere presentate a marzo 2017 alla Tricromia Art Gallery di Roma all’interno della collettiva “Nessuna donna al mondo”, ad altre piccole istallazioni.
Il nome “Elettro Domestica” nasce dalla mostra “Pre_senza” realizzata dall’artista qualche anno fa a Jesi in cui ha approfondito la tematica della violenza domestica lavorando
sui concetti di contenuto/contenitore, pieno/vuoto, funzione/privazione della funzione utilizzando degli oggetti domestici, o meglio elettrodomestici.
Le stanze dell’esposizione ricalcano la struttura di Pink Trilogy, il volume autoprodotto dall’autrice composto da tre libri/raccolte di studi:

Stanza 01 – Elettro Domestica
Disegni e installazioni
Con “Elettro Domestica” viene contrapposto il concetto di danza collettiva come risposta/resistenza al femminicidio esplicato nel progetto “Io non ballo da sola”, agli oggetti domestici abitualmente utilizzati per commettere violenza sulle donne, oggetti a cui, se usati in un certo modo, non si può opporre resistenza.

Stanza 02 – Figurami
Animazione e disegni
Il corpo e la sua trasfigurazione nelle relazioni di coppia rappresentati con un segno duro e pungente.
Contrapposta ai disegni, una animazione che raccoglie tutti gli studi realizzati per il progetto su tappeto sonoro realizzato dall’autrice con i suoni “domestici”.

Stanza 03 – Io non ballo da sola
Disegni e installazioni
Con “Io non ballo da sola”, Lisa ha lavorato sui dati reali, sui numeri perché la quantità dei casi di femminicidio è uno degli aspetti più disarmanti,
che fanno più riflettere.
Le donne danzanti che sono rappresentate nelle varie illustrazioni indicano il numero di casi di femminicidio avvenuti in Italia da quando è stato deciso il tema dell’esposizione fino al momento della consegna delle opere, un periodo di circa un anno e qualche mese.

efrida.it

Pink Trilogy – Solo show

Mostra di disegni e libri di Lisa Gelli

 

Inaugurazione Venerdì 18 maggio 2018 – ore 18:30 con dediche e disegni live nell’incredibile location della Legatoria Librare – Ancona in collaborazione con Anconacrea

Case Brade

Blu Gallery

2017

“Una casa domestica sta ferma e calma, a cuccia. Le casa brade brucano l’erba in giardinetti forastici scappando al primo lume. E’ per questo che non riusciamo a viverci dentro. Cercheremo di catturarle con strumenti antichi come le parole e le immagini e con il confronto tra queste e quelle, ma dobbiamo accontentarci degli esemplari più deboli, quelli sani e forti sono troppo veloci e ci guardano al buio dall’alto delle colline.”
(M.Taddei)

Sei disegnatori ed uno scrittore, tutti appartenenti a quell’amalgama culturale che è alle origini del Ratatà Festival di Macerata, ma tutti indipendentemente e fortemente inseriti nel panorama artistico nazionale ed internazionale, si confrontano in un dialogo serrato ed imprevedibile fra testo, immagini e suggestioni, per una mostra ed un libro che raccontano di case selvagge e perdita di domesticità.

Collettiva a cura di Nicola Alessandrini
Testi di Marco Taddei

Autori in mostra: Claudia Palmarucci, Lisa Gelli, Marie Cécile, Marco Filicio Marinangeli, Tommy gun Moretti, Lorenzo Bartolucci

Io mi sono occupata della “Soffitta”!
Il lavoro è composto da 4 tavole in formato A3, tempera e china su carta + 60 disegni di formato variabile, tempera e china su carta, montati in un’unica composizione
di circa 1×1 mt.  “Case Brade” è stato presentato nel novembre 2017 alla Blu Gallery di Bologna.

Trekking – Eating – Dreaming

Giardini Margherita – Bologna

Bilbolbul 2014

“Trekking” è il primo frutto di un progetto più ampio, formato da almeno quattro volumi della stessa serie, dove lo stesso personaggio, interpretato con i nostri stili differenti, compie la stessa semplice azione fino a comporre una narrazione più o meno lineare.

Al Bilbolbul abbiamo presentato i primi due numeri, “Trekking” ed “Eating” assieme ad una piccola installazione “Dreaming”. La mostra era composta dalle tavole originali, serigrafie numerate e da un’installazione costituita da illustrazioni tridimensionali con paesaggio sonoro a corredo.

Autori in mostra:
Lisa Gelli, Nicola Alessandrini, Lorenzo Bartolucci,  Marisa Ventura, Marco Marinangeli, Valentina Marchionni, Claudia Palmarucci, Michele Rocchetti, Francesco Giustozzi, Hernan Chavar

Figurami

Teatro Rebis, Villa Potenza (MC)

2013

 Il corpo e la sua trasfigurazione nelle relazioni di coppia rappresentati con un segno duro e pungente. Contrapposta ai disegni, una animazione che raccoglie tutti gli studi realizzati per il progetto su tappeto sonoro realizzato dall’autrice con i suoni “domestici”.