WALLS

LUNA JANARA

 

”Si nasc a natal, se sci masch sci mannar, se sci femmna sci ianara”.

Secondo la credenza santacrocese, il termine Janara viene comunemente ricondotto alla vasta gamma di leggende legate alla figura della strega, ma una seconda tradizione farebbe derivare il termine da Dianara, ossia “seguace di Diana”, dea delle selve, protettrice degli animali selvatici e delle donne, associata nella mitologia greca ad Artemide, dea della caccia e della Luna.
Questo muro è dedicato alla Janara e alla Luna, alle sue fasi lunari e ai cicli che da sempre governa, al tempo che va e ritorna, ai luoghi che ti chiamano
e ai corpi gemelli che si riconoscono, ai cerchi che si aprono e si chiudono, in connessione con la Natura e con l’Universo.
Di tutte le fasi lunari, particolare attenzione e affezione va a quella della Luna Nuova, in cui la Luna c’è ma non si vede, è il momento della visione e della messa a fuoco dell’intenzione, il tempo in cui maschile e femminile si incontrano, in cui si invertono gli impulsi e si cambia energia da calante a crescente.
È un momento di pausa e di interiorizzazione, di astensione dalle azioni per ricaricarsi tra un ciclo che finisce ed uno che ricomincia:
la Terra dopo aver espirato comincia a inspirare.
Grazie a Marianna e al PAG per avermi dato questo bellissimo spazio da disegnare. 

Ci salverà l’amore,
ci salverà il bacio,
il graffio sulla schiena,
il corpo tuo gemello
della luna piena.

CALOPEZZATI

 

Il dipinto riprende una delle possibili origini del nome Calopezzati, ovvero “và calopèzzati”, un modo di dire che letteralmente significa “calati nelle pezze degli altri”, mettiti nei loro panni. Sulla sinistra del muro, il dipinto realizzato da Guerrilla Spam, riprende tale significato con il disegno di un personaggio stilizzato che simbolicamente si proietta verso quattro altri corpi diversi da lui. È un calarsi nelle pezze degli altri simbolico, un immedesimarsi con chi è diverso da te. Lo stile semplice e lineare riprende quello delle incisioni rupestri e pitture preistoriche, come anche la firma dell’artista: uno stencil pittorico del proprio pollice. La parte destra del muro invece, dipinta da Lisa Gelli, rappresenta quattro diversi abiti che approfondiscono ulteriormente il significato del nome Calopezzati, sono abiti senza volto e senza corpo che tutti potremo indossare, un invito a calarsi nei panni degli altri e ad accogliere il nuovo, sperimentando l’empatia di vedere attraverso ciò che indossa e vive l’altro. Le quattro vesti femminili sintetizzano nelle loro trame alcune storie del territorio come la lavorazione della ginestra per la produzione di filati pregiati, ma creano anche un percorso visivo dal geometrico al pittorico che ripercorre lo sviluppo temporale della ricerca personale dell’artista che, nei suoi lavori precedenti, ha indagato pattern, segni, indumenti, ricami nell’intima ritualità familiare e nella più ampia comunità di quartiere. La palette cromatica, comune a entrambi gli artisti, prende spunto dall’ambiente circostante: agavi, ulivi, tetti, scorci e architetture tipiche di questo denso paese calabrese.

DERGANO

 

Muro realizzato all’interno del progetto “Un Nome In Ogni Quartiere” del Comune di Milano che ambisce a realizzare un’opera di street art in ogni quartiere interagendo con le comunità e le identità.  A partire da Marzo 2023, con i ragazzi che frequentano l’Amico Charly, sono stati avviate delle attività di strada in tutto il quartiere di Dergano.
Sono state eseguite circa settanta video interviste a coloro che vivono e lavorano nel quartiere. L’obiettivo era raccogliere storie, aneddoti, materiali d’archivio per definire le differenti identità del quartiere. Quasi tutti gli intervistati hanno descritto Dergano come un paesino circondato dalla grande città e hanno raccontato la forza della sua comunità.
Si narra che il nome del quartiere abbia origine dalla parola Dervos che significa quercia: ecco dunque il primo elemento simbolico dell’opera ovvero tre ghiande.
La “barca” sul quale è rappresentata una donna trae spunto dai racconti della pandemia in cui le ceste che scendevano dai balconi rafforzavano la solidarietà e il senso di comunità del luogo. I pattern presenti nell’opera murale sono ispirati a capi veri di sartoria realizzati dalle donne vittime di violenze e abusi di Molce Atelier e alle texture dei foulard di Stephanie Schenck che hanno ispirato anche la scelta della palette colore.

Il processo di indagine e curatela dell’opera è stato eseguito da Bepart, impresa culturale specializzata in produzioni artistiche e multimediali innovative basate su processi partecipativi e inclusivi.

LA COLOMBE

 

Container realizzato all’interno del progetto “Flux of. Tempo, viaggio, diversità” il festival di arte urbana sulla riva sinistra della Darsena di Ravenna,
18-31 Marzo 2023.
A cura di @Bonobolabo @equidistanze @magazzeno@tormento.ac 


Liberamente ispirato al racconto di Dino Buzzati “Il colombre” e al murale dipinto da Ericailcane nel 2011 sul muro laterale del vecchio mangimificio ex Mosa.

HUB FOR KIDS BERGAMO

Laboratorio e murale realizzati con @whoisnemos, a cura di @tantemani_pigmenti, all’interno del progetto @capacityesbergamo .
Questo muro pazzerello è stato realizzato dopo un laboratorio con i bambini e le bambine dell’Hub for Kids con cui abbiamo disegnato insieme viaggi, parole, personaggi
fantastici con cui attraversare mari e cieli. Ci siamo divertiti!
La struttura, nata a seguito dei lavori di riqualificazione della vecchia Cascina Serassi, è stata creata per ospitare attività culturali, sportive e artistiche dedicate alle bambine e ai bambini: uno spazio vivo di partecipazione culturale e sociale.

Video Hub for kids
www.capacityes.it

ABBECEDARIO POLITICO

abbecedàrio (non com. abecedàrio) agg. e s. m. [dal lat. tardo abecedarius, abecedarium, dal nome delle prime quattro lettere dell’alfabeto]

Abbecedàrio politico è un progetto site specific realizzato da Nic+Lisa, a cura di Tantemani, che vede coinvolte 7 scuole del territorio bergamasco.
L’idea alla base del progetto è quella di realizzare un abbecedàrio di comunità, uno strumento di lettura e indagine del tessuto sociale contemporaneo che porti i ragazzi ad analizzare criticamente aspetti positivi e negativi legati al vivere insieme e alla condivisione delle conoscenze. 
Oltre alle pitture murali, con le immagini restituite dai laboratori, è stato fatto un poster da esporre in tutte le scuole coinvolte (e non) che racconta lo spaccato della realtà attuale, messa duramente alla prova dalle restrizioni sanitarie Covid.
Abbecedàrio nasce infatti dall’esigenza del particolare periodo storico di riportare al centro dell’attenzione lo spazio fisico non solo di apprendimento e di conoscenza, ma anche di profonda formazione umana, sociale e politica. In epoca di DAD e lezioni contingentate diventa necessario non perdere il contatto con la spazio scolastico inteso sia come luogo di scambio di idee e cultura, sia come culla della crescita personale e collettiva.

Abbecedàrio diventerà un viaggio che speriamo riesca a spingere i ragazzi a compiere un percorso tra le varie scuole connesse da un nuovo stimolante alfabeto di comunità che potrà essere la base su cui costruire una nuova e condivisa architettura di comunità.

LESO

Nic+Lisa 
@pennelliribellifestival 
Marzabotto (Bo)
Lavoro dedicato a Mario Musolesi, partigiano, detto “il Lupo”.

IPPOLITA GARGINI DETTA LA “BRICCOLA”

Ritratto immaginario realizzato per “Storie su serranda – I volti dello Scioa”,  il progetto di street art del Comune di San Miniato, a cura dell’associazione  @traibinari .

MURO AVIS BERGAMO

Foliage (ovvero abitare lo spazio dell’altrə)
Laboratori e murale partecipato realizzato per @avisprovincialebg  a cura di @tantemani_pigmenti

Durante i laboratori abbiamo lavoratori su alcune parole (solidarietà-attenzione-altr*) che sono diventate prima disegni, poi elaborati in plastilina. Ogni lavoro è stato realizzato scambiandolo l’un l’altra in modo che i risultati finali fossero il frutto di un processo collettivo.
Mi interessava e mi interezza indagare cosa accoglie e cosa respinge quando sei invitata ad entrare in uno spazio altrui. Questo è servito sia per creare una relazione e connessione tra chi ha partecipato e anche per “distaccarsi” dal lavoro finale, perchè sul muro avrebbero dovuto affrontare questa stessa interazione con gli altri. Interessante anche far sperimentare il “distruggere” qualcosa di pronto per ricostruire qualcosa di nuovo, è stato l’esercizio che ha creato più resistenza nel gruppo.
Per la pittura sul muro ho cercato di riproporre lo stesso processo con base di vari verdi, elementi pattern rosa e gialli estrapolati dei disegni realizzati durante la prima sera e disegno del soggetto ritagliato su questa base colorata. Il risultato è un ramo “comunità” in cui si innestano le varie specie di foglie trovate intorno al CTE, tutte le diversità del quartiere riunite in un unico spazio condiviso.
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Con il super team:
@lucaverze @_leonardobelotti_ @vale_ghez @vanylls@daniela__carrara @maratami @lium3and3ato – Ivan Locatelli – Noemi
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Carlotta e @fisheye_foto
@studio_mag23

 https://www.instagram.com/p/C0RK6qfKy8J/

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SKATEPARK FANO

Due sirene abbracciano lo spazio coi loro corpi fluttuanti. Metà donna e metà pesce l’una, metà donna e metà uccello l’altra, le due creature mitologiche sono protagoniste di “Acquario”, opera di arte urbana realizzata sulla pavimentazione dello skatepark comunale nel quartiere Sant’Orso di Fano.
È una visione attraversata da correnti e creature sottomarine e piena di movimento, lo stesso degli skater che su quella pista corrono e saltano tutti i giorni. A realizzarla nel 2019, Nicola Alessandrini e Lisa Gelli (Nic+Lisa) nell’ambito di quart*iere, progetto di rigenerazione urbana che ha come motore il coinvolgimento della comunità locale e dei suoi giovani. 

Un’iniziativa realizzata con la direzione artistica di PopUp Studio, in collaborazione con la cooperativa Crescere e l’impresa sociale Polo9 grazie al bando Creative Living Lab indetto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e cofinanziato dal Comune di Fano.
La creazione dell’opera ha dunque attraversato più tappe nel segno dell’ascolto e della partecipazione. Si sono messi a fuoco miti, simboli ed elementi iconografici che costituiscono la memoria collettiva del territorio e si è scelto così di raffigurare le sirene seguendo più di una suggestione. Intanto quella che fa capo alla cultura marinaresca di Fano, e del suo quartiere Sant’Orso, storicamente abitato anche da pescatori.
Le sirene vegliano su chi si avventura per l’orizzonte e popolano da sempre l’immaginario marinaio, rappresentate da poeti e storiografi in molteplici sembianze sono attraenti proprio per la loro forza metamorfica. Chi affronta il mare va incontro alla propria sorte e qui dunque entra in campo l’altra suggestione, perché le due sirene di “Acquario” sono anche una rivisitazione – come spiegano gli stessi artisti – della forse più importante icòna della città,
la Dea Fortuna, rappresentata nella statuetta bronzea di origine tardo cinquecentesca che corona la Fontana della Fortuna nella centrale piazza XX Settembre. Una figura simbolo che la fantasia di Nic+Lisa ha traslato nella coppia di sirene di “Acquario”, la donna dalla testa piumata e la donna dalla coda argentata di squame.

Anche la realizzazione è frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto i ragazzi del popoloso quartiere Sant’Orso, quelli della Scuola d’arte di Fano e soprattutto gli ospiti delle comunità Fenile di Fano della Cooperativa Polo9. Tutto secondo lo spirito di partecipazione che ha accompagnato il progetto quart*iere. Le sirene dello skatepark comunale sono così diventate un richiamo al movimento, all’avventura, all’ascolto del territorio con le sue mille voci, nel segno del dinamismo dello skateboard.